Legal design (stop al legalese)

Il concetto di legal design nasce dall’esigenza di rendere i documenti e gli atti giuridici (normative, sentenze, contratti, etc.) più semplici, comprensibili e intuitivi, e quindi fruibili anche da soggetti privi di competenze tecniche del diritto (v. consumatori).

Il tutto in contrasto rispetto per esempio:

  • Al cosiddetto “legalese”, ovvero all’utilizzo di termini quali: “nella denegata ipotesi“, “asap“, “giudice di prima curie, “de cuius“, “inter alia“, etc;
  • Alla redazione di atti e contratti lunghi decine di pagine, e magari non suddivisi in paragrafi, premesse, etc..

NON esiste (ancora) una definizione giuridica di LEGAL DESIGN. Di seguito riportiamo una delle definizione più accreditate a livello accademico e dottrinale, formulata da LEDA (Legal Design Alliance).

Legal Design is an interdisciplinary approach to apply human-centered design to prevent or solve legal problems. It prioritizes the point of view of users of the law – not only lawyers and judges, bnu also citizens, consumers, businesses, etc.”

Il LEGAL DESIGN può quindi essere definito come una modalità operativa adottata al fine di semplificare la comunicazione del diritto, in antitesi quindi rispetto alla tecnica definitiva “legalese” / giuridichese, e quindi renderlo accessibile e comprensibile anche alle persone senza specifiche competenze nel settore, al fine di prevenire e risolvere problemi legali.

Anche il legislatore (nazionale ed europeo) si sta da tempo adoperando nella direzione sopra indicata. Tra le principali disposizione in tale senso, si segnalano:

  • Direttiva 2001/83/CE (in materia sanitaria), che stabilisce che il foglietto illustrativo dei medicinali debba essere redatto in termini chiari e comprendibili;
  • Regolamento IVASS 41/2018 (in materia di assicurazioni), laddove prevede che la documentazione pre-contrattuale e contrattuale debba essere redatta in “linguaggio e stile chiaro e sintetico, così da facilitarne la comprensione”;
  • Lgs. 206/2005 (cd Codice del Consumo), laddove viene previsto che le clausole dei contratti debbano essere redatte in maniera “chiara e comprensibile;
  • UE sulla protezione dei dati personali n. 2016/679 (CD GDPR), laddove viene raccomandato al titolare di fornire informazioni chiare ed intellegibili, anche “in combinazione con icone standardizzate” (art. 12, co 7);
  • Lgs. 104/2010 (codice processo amministrativo), laddove prevede che è obbligo delle parti e del giudice redigere atti in maniera chiara e sintetica;
  • Quasi tutti i bandi per l’attivazione di contributi per le imprese prevedono l’attribuzione di maggiori progetti in relazione al grado di chiarezza con cui viene presentato il progetto.

Forlani Consulting è da sempre impegnato nell’utilizzo degli strumenti di legal design, avendo potuto constatarne i benefici (per esempio in termini di minori costi, minori reclami, minori rischi) applicandolo:

  • vari settori in cui opera (atti giudiziari, business plan, istanze per accesso a contributi per le imprese, contratti, documentazione in materie di privacy);
  • nell’organizzazione interna dello Studio (v. policy e regolamenti interni);
  • nei rapporti con la clientela ed i propri fornitori.

Tra le tecniche / regole che utilizziamo prevalentemente possono essere menzionate le seguenti:

  • Concentrazione sulle parti fondamentali del concetto da trasmettere (con strumenti per approfondire alcune parti a scelte del lettore)
  • Utilizzo di immagini, tabelle, grafici ed icone nei testi;
  • Contenimento di paragrafi in un numero massimo di righe e di documenti in un numero massimo di pagine;
  • Inserimento di indici e paragrafi introduttivi, esplicativi e riassuntivi;
  • NON utilizzo di formule arcaiche;
  • NON utilizzo di rifrementi a normative e sentenze;
  • Utilizzo di grassetti, sottolineature e colori diversi al fine di consentire una più facile e intuitiva lettura;
  • Utilizzo di termini semplici e frasi corte e tra loro logicamente collegate;
  • Utilizzo di punteggiatura semplice, lineare e uniforme in tutto il testo;
  • Utilizzo di grassetti e sottolineature;
  • Utilizzo di titoli, sottotitoli, elenchi puntati;
  • Indicazione del significato di alcuni termini tecnici (per esempio attraverso l’utilizzo della tecnica delle “Definizioni”);
  • Impostazione dei documenti in paragrafi distanziati, tra loro di lunghezza uniforme, e con utilizzo di sottotitoli.

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