Nel linguaggio delle imprese, i termini innovazione, ricerca e sviluppo vengono spesso utilizzati come sinonimi. Dal punto di vista tecnico, scientifico e normativo, tuttavia, identificano attività differenti. La distinzione assume particolare importanza nell’ambito della finanza agevolata. Molti strumenti di sostegno pubblico sono infatti destinati a specifiche tipologie di intervento: alcuni finanziano investimenti innovativi, altri progetti di ricerca industriale, altri ancora attività di sviluppo sperimentale o trasferimento tecnologico. Un progetto può essere innovativo per un’impresa senza costituire ricerca e sviluppo. Allo stesso modo, un’attività di ricerca può produrre conoscenze significative senza tradursi immediatamente in un prodotto commercializzabile. Comprendere queste differenze consente di individuare con maggiore precisione la natura di un progetto e di valutarne la coerenza con gli obiettivi di un bando.
Secondo il Manuale di Oslo dell’OCSE e di Eurostat, l’innovazione riguarda l’introduzione di un prodotto o di un processo aziendale nuovo o significativamente migliorato rispetto a quelli precedentemente adottati dall’impresa. L’elemento distintivo non è necessariamente la scoperta di una nuova tecnologia. L’innovazione può consistere anche nell’utilizzo di soluzioni già disponibili, purché determinino un cambiamento significativo rispetto alla situazione precedente dell’organizzazione. Un’impresa manifatturiera che introduce per la prima volta un sistema automatizzato di controllo qualità può realizzare un’innovazione di processo, anche se il sistema è già diffuso sul mercato. Diverso è il caso in cui la stessa impresa debba sviluppare una tecnologia di controllo non ancora disponibile, affrontando problemi tecnici la cui soluzione non è nota. Nel primo caso si può essere di fronte a un investimento innovativo; nel secondo possono sussistere anche attività di ricerca e sviluppo. Non ogni innovazione è ricerca e sviluppo, e non ogni investimento tecnologico presenta le caratteristiche richieste per essere qualificato come R&S.
L’espressione ricerca scientifica ha un significato ampio e non identifica, da sola, una specifica categoria di attività ammissibile agli incentivi. Il riferimento metodologico internazionale è il Manuale di Frascati dell’OCSE, che distingue tre grandi categorie di ricerca e sviluppo: ricerca fondamentale, ricerca applicata e sviluppo sperimentale.
Ricerca fondamentale: La ricerca fondamentale è un’attività sperimentale o teorica finalizzata principalmente ad acquisire nuove conoscenze sui principi e sui fenomeni osservabili, senza perseguire necessariamente un’applicazione pratica immediata. Si pensi allo studio delle proprietà di un nuovo materiale o all’analisi di un fenomeno fisico ancora non completamente compreso. Il risultato atteso è soprattutto un avanzamento delle conoscenze.
Ricerca applicata: La ricerca applicata è un’indagine originale diretta ad acquisire nuove conoscenze, ma orientata verso un obiettivo pratico specifico. Ad esempio, un gruppo di ricercatori può studiare come utilizzare determinate proprietà di un materiale per migliorare la resistenza di un componente industriale. La ricerca applicata mantiene una componente di acquisizione di nuova conoscenza, ma è già indirizzata alla soluzione di un problema concreto. La distinzione tra ricerca fondamentale e applicata riguarda quindi soprattutto la finalità dell’attività: comprendere un fenomeno oppure utilizzare nuove conoscenze per perseguire uno specifico risultato.
Che cos’è la ricerca industriale: La ricerca industriale è una categoria particolarmente rilevante nella disciplina europea degli aiuti di Stato alle imprese. Il Regolamento (UE) n. 651/2014, e successive modifiche, la definisce, in sostanza, come ricerca pianificata o indagine critica finalizzata all’acquisizione di nuove conoscenze e capacità da utilizzare per sviluppare nuovi prodotti, processi o servizi, oppure per migliorare significativamente quelli esistenti. Può comprendere anche la realizzazione di componenti di sistemi complessi, prototipi e attività di validazione, nei limiti previsti dalla disciplina applicabile. Un esempio è lo studio di una nuova architettura di controllo per una macchina industriale, quando occorre acquisire conoscenze tecniche non ancora disponibili per raggiungere determinate prestazioni. La ricerca industriale non coincide semplicemente con la ricerca svolta all’interno di un’azienda. Può essere condotta da imprese, università e organismi di ricerca, anche attraverso forme di collaborazione. La qualificazione dipende dalla natura delle attività, dagli obiettivi conoscitivi e dai problemi scientifici o tecnologici affrontati, non soltanto dal soggetto che le esegue.
Lo sviluppo sperimentale riguarda l’utilizzo sistematico delle conoscenze e delle capacità disponibili per sviluppare prodotti, processi o servizi nuovi o migliorati, quando è ancora necessario affrontare e risolvere problemi tecnologici. Può comprendere progettazione, prototipazione, sperimentazione, dimostrazione, test e validazione.
Un’impresa, ad esempio, può aver già individuato il principio di funzionamento di una nuova macchina, ma non sapere ancora se la soluzione progettata sarà in grado di garantire contemporaneamente precisione, velocità, stabilità e affidabilità nelle condizioni previste.
La costruzione e la sperimentazione di prototipi per risolvere queste incertezze possono costituire sviluppo sperimentale. Non ogni attività di sviluppo di un prodotto, tuttavia, rientra automaticamente in questa categoria. Le modifiche ordinarie o periodiche a prodotti, linee di produzione e processi generalmente non costituiscono sviluppo sperimentale, anche quando producono miglioramenti.
La differenza fondamentale è tra applicare una soluzione tecnica già conosciuta e svolgere un’attività sperimentale per risolvere un’incertezza tecnologica effettiva.
L’espressione sviluppo precompetitivo ricorre ancora nel linguaggio aziendale e in alcune formulazioni normative o documentali, soprattutto di carattere storico. Tradizionalmente viene utilizzata per descrivere attività di sviluppo collocate tra la ricerca e l’impiego commerciale della tecnologia, come la progettazione, la prototipazione e la sperimentazione preliminare. Nella disciplina europea attuale degli aiuti alla ricerca e sviluppo, tuttavia, la categoria di riferimento è generalmente quella dello sviluppo sperimentale. I due termini non devono essere considerati automaticamente equivalenti in qualsiasi contesto: la corretta qualificazione dipende sempre dalla disciplina applicabile e dalle definizioni adottate dallo specifico incentivo. Per un’impresa che esamina un bando, è quindi opportuno verificare quali attività siano effettivamente comprese nella categoria prevista, anziché basarsi soltanto sulla terminologia utilizzata nella descrizione del progetto.
La distinzione può essere sintetizzata considerando l’obiettivo principale delle attività.
| Aspetto | Ricerca industriale | Sviluppo sperimentale |
|---|---|---|
| Finalità prevalente | Acquisire nuove conoscenze e capacità | Utilizzare e sviluppare conoscenze per ottenere o migliorare una soluzione |
| Problema affrontato | Comprendere e risolvere questioni scientifiche o tecnologiche | Verificare e perfezionare soluzioni in presenza di incertezze tecniche |
| Attività caratteristiche | Indagini, modellazione, analisi, sperimentazione | Prototipazione, integrazione, test, validazione e dimostrazione |
| Risultati possibili | Modelli, metodi, conoscenze, soluzioni tecnologiche | Prototipi, dimostratori, processi o sistemi sperimentati |
| Rapporto con il mercato | Generalmente più distante dall’impiego commerciale | Generalmente più vicino all’applicazione concreta |
La tabella descrive differenze tipiche, non confini assoluti. Le attività possono sovrapporsi e, in particolare, la presenza di un prototipo non è sufficiente, da sola, a determinare la categoria di ricerca. Per qualificare correttamente un progetto occorre esaminare le singole attività, le conoscenze disponibili all’inizio, le incertezze da affrontare e i risultati attesi.
Il trasferimento tecnologico è il processo attraverso il quale conoscenze, competenze, metodi, software, brevetti o altre soluzioni tecnologiche vengono trasferiti da un soggetto o da un contesto a un altro, affinché possano essere utilizzati concretamente.
Un caso frequente riguarda la collaborazione tra università e imprese. Un laboratorio di ricerca può aver sviluppato un algoritmo, un materiale o una metodologia sperimentale che un’impresa intende adattare e integrare nei propri prodotti o processi. Il trasferimento può richiedere attività di adattamento, integrazione, validazione e dimostrazione in condizioni industriali. È importante distinguere il trasferimento di un risultato già disponibile dalla ricerca commissionata per sviluppare una soluzione completamente nuova. Nei bandi specificamente dedicati al trasferimento tecnologico, questa differenza può assumere un rilievo decisivo: alcune misure richiedono infatti che il risultato scientifico da trasferire sia già identificato e documentato al momento della presentazione della domanda. Non è quindi sufficiente prevedere genericamente una collaborazione con un’università. Occorre comprendere quale conoscenza o tecnologia venga trasferita, da chi provenga e come sarà applicata dall’impresa.
Quando si esaminano progetti di ricerca e innovazione, è frequente incontrare l’acronimo TRL, dall’inglese Technology Readiness Level. I TRL costituiscono una scala di nove livelli utilizzata per descrivere il grado di maturità di una tecnologia rispetto a una determinata applicazione. La scala, originariamente sviluppata in ambito aerospaziale e successivamente adottata anche nei programmi europei di ricerca e innovazione, accompagna idealmente il percorso dai principi scientifici iniziali fino all’impiego di un sistema reale in condizioni operative.
| Livello | Definizione sintetica | Significato per l’impresa |
|---|---|---|
| TRL 1 | Principi di base osservati | Sono stati identificati i principi scientifici alla base di una possibile tecnologia. |
| TRL 2 | Concetto tecnologico formulato | È stata ipotizzata una possibile applicazione dei principi osservati. |
| TRL 3 | Prova sperimentale del concetto | Esperimenti iniziali hanno dimostrato la fattibilità di una funzione tecnologica essenziale. |
| TRL 4 | Tecnologia validata in laboratorio | Componenti o configurazioni tecnologiche sono stati sottoposti a prove in condizioni controllate. |
| TRL 5 | Tecnologia validata in ambiente rilevante | La tecnologia è stata provata in condizioni che riproducono gli aspetti critici dell’applicazione prevista. |
| TRL 6 | Tecnologia dimostrata in ambiente rilevante | Un prototipo o dimostratore sufficientemente integrato ha dimostrato le proprie funzioni principali in condizioni rappresentative. |
| TRL 7 | Prototipo di sistema dimostrato in ambiente operativo | Il prototipo è stato dimostrato nel contesto operativo previsto. |
| TRL 8 | Sistema completo e qualificato | Il sistema è completo e ha superato le verifiche previste rispetto ai requisiti definiti. |
| TRL 9 | Sistema reale provato in ambiente operativo | La tecnologia ha dimostrato il proprio funzionamento attraverso l’impiego effettivo nel contesto previsto. |
Nei progetti industriali, il passaggio dalla validazione in laboratorio alla dimostrazione in condizioni operative rappresenta spesso uno degli aspetti più delicati.
TRL 4 — Validazione in laboratorio. La tecnologia funziona in una configurazione sperimentale controllata. Non è ancora necessariamente dimostrato che possa affrontare le condizioni dell’impiego industriale.
TRL 5 — Validazione in ambiente rilevante. La tecnologia viene sottoposta a condizioni rappresentative dei fattori critici dell’applicazione prevista, come temperature, vibrazioni, carichi, tempi di risposta o altre sollecitazioni pertinenti.
TRL 6 — Dimostrazione in ambiente rilevante. Non si verificano soltanto singole prestazioni: viene dimostrato il funzionamento di una soluzione sufficientemente integrata.
TRL 7 — Dimostrazione in ambiente operativo. Il prototipo di sistema viene provato nel contesto in cui è destinato a funzionare, con condizioni e interfacce operative effettive.
TRL 8 — Sistema completo e qualificato. La tecnologia ha raggiunto una configurazione completa e sono disponibili evidenze del soddisfacimento dei requisiti previsti.
La distinzione non dipende semplicemente dall’esistenza di un prototipo, ma dalle condizioni nelle quali è stato testato, dal livello di integrazione raggiunto e dalle evidenze disponibili.
Il TRL non dovrebbe essere attribuito sulla base di una valutazione intuitiva o della sola descrizione della tecnologia. Per individuare il livello effettivamente raggiunto è necessario definire almeno quattro elementi:
Un’impresa può utilizzare componenti commerciali già pienamente maturi e, nello stesso tempo, sviluppare un sistema complessivo la cui integrazione non è ancora stata dimostrata. In questo caso, il livello TRL del sistema non può essere ricavato facendo una semplice media dei livelli dei singoli componenti.
È inoltre necessario distinguere il TRL iniziale, che deve essere sostenuto da evidenze già disponibili, dal TRL finale atteso, che rappresenta un obiettivo del progetto da dimostrare attraverso specifiche attività e verifiche.
Un equivoco ricorrente consiste nell’associare rigidamente determinati livelli TRL a specifiche categorie di ricerca. Non esiste, tuttavia, una corrispondenza universalmente valida secondo cui un dato TRL identifichi automaticamente ricerca industriale, sviluppo sperimentale o trasferimento tecnologico. Il TRL misura la maturità della tecnologia. Le categorie di ricerca e sviluppo descrivono invece la natura delle attività svolte. Si tratta di due prospettive diverse, che possono essere utilizzate congiuntamente per descrivere un progetto, ma non sono intercambiabili.
Alcuni bandi stabiliscono espressamente intervalli TRL di riferimento per le attività finanziabili. In tali casi, le indicazioni della misura devono essere considerate nella costruzione del progetto, senza trasformarle in definizioni generali valide per qualsiasi intervento.
La corretta qualificazione delle attività di innovazione, ricerca e sviluppo ha conseguenze concrete nella valutazione delle opportunità di finanziamento. Un bando può sostenere l’acquisto di tecnologie consolidate, mentre un altro può richiedere attività di ricerca industriale o sviluppo sperimentale. Una misura dedicata al trasferimento tecnologico può invece prevedere la valorizzazione di risultati scientifici già disponibili. Anche quando un progetto presenta più componenti, non è detto che tutte abbiano la medesima natura.
Si consideri un’impresa che intende sviluppare una nuova linea produttiva. L’intervento potrebbe comprendere l’acquisto di macchinari standard, lo sviluppo sperimentale di un sistema di controllo e l’integrazione di una tecnologia proveniente da un organismo di ricerca. Queste attività, pur appartenendo allo stesso investimento, possono essere soggette a condizioni di ammissibilità differenti.
Per questo motivo, prima di individuare una misura agevolativa è utile ricostruire:
La possibilità di accedere a un incentivo non dipende soltanto dal carattere innovativo del progetto, ma dalla sua corrispondenza ai requisiti specifici della misura applicabile.
Un progetto di ricerca e innovazione non nasce necessariamente da una scoperta scientifica. Può nascere da un limite produttivo, da un’esigenza dei clienti, da un problema di qualità o dalla volontà di sviluppare nuove prestazioni. Il passaggio decisivo consiste nel trasformare questa esigenza in un percorso tecnico riconoscibile. Occorre distinguere ciò che l’impresa sa già realizzare da ciò che deve ancora verificare, individuare le competenze necessarie, definire obiettivi misurabili e prevedere le attività attraverso le quali dimostrare il risultato. Questa analisi è utile indipendentemente dalla disponibilità di un incentivo: consente di comprendere meglio il progetto, i suoi rischi tecnologici e le risorse necessarie. Nel contesto della finanza agevolata, costituisce inoltre una base importante per valutare la coerenza dell’intervento con le finalità e le condizioni dei diversi strumenti pubblici.
Forlani Consulting affianca le imprese nell’analisi dei programmi di investimento e nell’individuazione delle opportunità di agevolazione coerenti con i progetti da realizzare. Quando un intervento riguarda ricerca, sviluppo sperimentale o trasferimento tecnologico, la valutazione richiede di comprendere non soltanto le disposizioni del bando, ma anche gli obiettivi tecnici, le attività previste e le evidenze che ne sostengono la qualificazione. L’analisi preliminare del progetto permette di distinguere gli investimenti innovativi dalle attività di ricerca e sviluppo e di verificare quali strumenti di sostegno possano essere pertinenti, nel rispetto dei requisiti applicabili. Per approfondire la qualificazione di un progetto di innovazione o valutare le opportunità di finanziamento disponibili, è possibile contattare Forlani Consulting.
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