Forlani Consulting con La Siesta da Nona per l’attivazione dei contributi del bando sostegno agli esercizi di somministrazione della regione Emilia Romagna
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Forlani Consulting con La Siesta da Nona per l’attivazione dei contributi del bando sostegno agli esercizi di somministrazione della regione Emilia Romagna

Il presente contributo ha lo scopo di illustrare, attraverso un caso concreto, come un investimento di riqualificazione possa essere strutturato fin dall’origine in modo da risultare coerente con i criteri di un bando pubblico, e quali attività siano necessarie per accompagnarlo fino alla liquidazione effettiva del contributo. Il caso è quello del ristorante La Siesta da Nona di Riccione, gestito da Covo dei Pirati S.r.l., sul lungomare all’altezza della zona 25.

La Siesta è un locale storico della riviera: cucina di pesce, veranda sulla spiaggia, una cantina con circa duecento etichette e una reputazione costruita in oltre vent’anni di attività. Dietro la sala, però, l’impresa aveva davanti una serie di nodi tecnici che nessun investimento in immagine avrebbe potuto risolvere: una copertura in eternit da rimuovere, spogliatoi del personale non più adeguati, attrezzature di cucina da rinnovare, una gestione delle prenotazioni ancora in larga parte manuale e accessi non pienamente fruibili da chi ha limitazioni motorie.

Sono interventi diversi tra loro, e questo è precisamente il punto. Presi singolarmente, ciascuno di essi è una spesa. Ordinati in un progetto unitario, diventano un investimento coerente con gli obiettivi di un programma europeo.

Il riferimento normativo era il bando regionale attuativo dell’Azione 1.3.4 del PR FESR Emilia-Romagna 2021-2027 (D.G.R. 489/2024), dedicato all’innovazione e agli investimenti delle imprese del commercio, del pubblico intrattenimento e dei pubblici esercizi. Un contributo a fondo perduto in regime de minimis, con procedura valutativa a sportello e finestra di presentazione di sole quattro settimane, soggetta a chiusura anticipata al raggiungimento di quattrocento domande.

Il nostro metodo, in casi come questo, è invertire l’ordine abituale: non si scrive il progetto e poi si cerca il bando, ma si legge la griglia di valutazione e si costruisce il progetto perché la soddisfi in modo dimostrabile. Questo assunto si basa su una serie di circostanze, tra le quali le seguenti: la valutazione di merito assegnava fino a 35 punti all’ampliamento e all’innovatività dei servizi, fino a 20 punti al livello di digitalizzazione, fino a 15 punti al contributo alla neutralità carbonica e ulteriori punti alla coerenza con le value chain dei Clust-ER regionali e alla sostenibilità economico-finanziaria della proposta.

Ogni intervento è stato quindi argomentato su più piani contemporaneamente. La rimozione dell’eternit non è stata presentata come una semplice manutenzione, ma come intervento di salubrità, efficienza energetica e predisposizione all’autoproduzione da fonte rinnovabile. La riqualificazione degli spogliatoi è stata inquadrata come innovazione sociale, con effetti misurabili sul benessere e sulla continuità del personale. L’introduzione del centralino evoluto, dei gestionali e dei palmari per le comande è stata descritta come riorganizzazione integrata del flusso operativo tra sala e cucina, non come acquisto di dotazioni.

La domanda è stata ammessa e il contributo concesso. Il progetto ha inoltre confermato, in sede finale, l’indicatore RCR03 previsto dal Programma, avendo determinato una innovazione di processo — e, sotto il profilo del servizio di somministrazione, anche di prodotto — ai sensi delle definizioni del bando.

Chi ha esperienza di finanza agevolata sa che la domanda è la metà più visibile del lavoro, non la più delicata. Nel corso dell’attuazione si sono verificate circostanze non prevedibili che hanno rallentato i lavori: è stata quindi predisposta e trasmessa nei termini una richiesta di proroga, che ha consentito di concludere il progetto senza alterarne natura e obiettivi.

In sede di rendicontazione, inoltre, le spese effettivamente sostenute sono risultate superiori a quelle approvate in concessione, mentre altre voci si sono attestate al di sotto delle previsioni. Ogni scostamento è stato documentato e motivato nella relazione tecnica finale, dimostrando la piena coerenza qualitativa e funzionale rispetto al progetto ammesso. È qui che si decide se un contributo concesso diventa un contributo incassato: nella tenuta della documentazione contabile, nel rispetto dei termini, nella capacità di argomentare le variazioni prima che diventino contestazioni.

Il valore di un’operazione come questa non sta nell’aver individuato un bando. Sta nell’aver tradotto un’esigenza imprenditoriale concreta — un tetto da rifare, una cucina da rinnovare, un servizio da digitalizzare — nel linguaggio, nei criteri e nei tempi di un programma europeo, e nell’aver presidiato il dossier fino all’ultimo adempimento.

È il modo in cui intendiamo il nostro lavoro: il diritto e la finanza agevolata non come discipline separate, ma come un unico strumento al servizio del risultato dell’impresa. Le opportunità non mancano, e nella riqualificazione turistica e commerciale della nostra riviera sono tutt’altro che esaurite: a coglierle è chi arriva preparato alla finestra di presentazione, non chi la scopre il giorno dell’apertura.

Ogni progetto è valutato caso per caso e ogni bando ha requisiti e tempistiche proprie: per un’analisi della vostra situazione specifica, il nostro team è a disposizione.