Per un’impresa che vende online, la sospensione dell’account pubblicitario non è un semplice disservizio. È l’interruzione del canale su cui poggia il fatturato. Un caso seguito di recente dallo Studio Legale Forlani Consulting mostra come, in questi casi, la posizione dell’impresa si difenda rendendo verificabile ciò che si afferma, non soltanto affermandolo.
La vicenda riguarda un’azienda italiana del settore della moda, con una presenza consolidata sul mercato nazionale e internazionale e un modello distributivo prevalentemente digitale. Per imprese di questo tipo, l’accesso continuativo alle piattaforme pubblicitarie online non è una variabile tra le tante: è l’infrastruttura stessa del business.
Ne consegue che qualsiasi interruzione dell’accesso si traduce immediatamente in un blocco delle vendite e in una perdita di visibilità.
L’azienda ha subito un attacco informatico esterno che ha compromesso la piattaforma di commercio elettronico. È stato inserito codice malevolo nel processo di pagamento e alcuni utenti sono stati reindirizzati verso sistemi di pagamento non autorizzati. I controlli automatici della piattaforma pubblicitaria hanno rilevato anomalie riconducibili a pratiche vietate e hanno disposto la sospensione dell’account.
Invece, la reazione dell’impresa era stata tempestiva e rigorosa. L’azienda aveva isolato il sito, eseguito una bonifica forense, rimosso il codice malevolo e rimborsato integralmente i clienti coinvolti. Aveva inoltre migrato l’intero negozio online su un’infrastruttura certificata ISO 27001, SOC 2 e PCI DSS.
Nonostante una condotta conforme agli standard di sicurezza, l’account restava sospeso. A questo punto l’azienda si è rivolta allo Studio.
Il nodo centrale era dimostrare che la violazione rilevata non fosse ascrivibile alla condotta dell’impresa, bensì a un evento esterno, isolato e prontamente circoscritto. Inoltre occorreva risolvere alcuni aspetti amministrativi relativi alla titolarità dell’account e al profilo di pagamento, presupposto indispensabile perché qualsiasi richiesta di revisione potesse essere esaminata.
In altri termini, non bastava dichiarare la buona fede dell’impresa: bisognava documentarla.
La linea difensiva si è fondata su una serie di circostanze, tra le quali le seguenti:
Su queste basi è stato predisposto un ricorso formale, corredato da un fascicolo completo: relazione di bonifica forense, evidenze dei rimborsi, documentazione amministrativa dell’account e documentazione societaria. Tra l’altro, è stato aperto un canale di interlocuzione diretta con la società che gestisce la piattaforma e con i relativi referenti legali, chiedendo una valutazione della posizione secondo i principi di proporzionalità e buona fede.
L’obiettivo non era sostenere una tesi, ma renderla dimostrabile.
All’esito dell’istruttoria, la piattaforma ha disposto la riattivazione dell’account e l’impresa ha recuperato la piena operatività commerciale. Il dato più utile, tuttavia, non è l’esito in sé, ma ciò che lo ha reso possibile: una ricostruzione rigorosa dei fatti incide sulla rivalutazione di una posizione più di qualsiasi affermazione di principio.
Un secondo elemento merita attenzione. La collaborazione costante dei referenti aziendali, nella produzione tempestiva dei documenti e nell’adozione delle misure richieste, ha consentito di costruire un fascicolo coerente. La solidità di una difesa dipende anche dalla qualità del rapporto tra impresa e consulente.
Le controversie che coinvolgono piattaforme digitali, account pubblicitari, marketplace e sistemi di pagamento richiedono oggi competenze trasversali: giuridiche, tecnologiche e negoziali. Il diritto, in questi casi, è efficace quando parla la lingua dell’interlocutore, cioè quella dei fatti documentati e delle cronologie verificabili.
È in questa integrazione tra argomento giuridico e lettura economica del problema che si misura il valore dell’assistenza all’impresa.
La pratica è stata seguita dall’Avv. Roberto Forlani e dall’Avv. Ivan Cenni, scritti all’Ordine degli Avvocati di Rimini, che hanno curato la ricostruzione documentale dell’incidente, la predisposizione del fascicolo tecnico-legale e le interlocuzioni con la piattaforma fino alla conclusione della procedura di revisione.
Avv. Roberto Forlani Llm, rf@forlaniconsulting.eu – linkedin.com/in/forlaniconsulting
Avv. Ivan Cenni, ic@forlaniconsulting.eu – https://www.linkedin.com/in/ivancenni/